venerdì 27 luglio 2018

I villaggi della popolazione Himba

Usciti dal parco Etosha pernottiamo nella vicina città di Outjo, presso la Farmhouse, una guesthouse con un ottimo ristorante al piano terra. La mattina successiva partiamo molto presto verso nord e a mezzogiorno siamo Opuwo, una piccola cittadina che può essere definita una località da “ultima frontiera”. Siamo nella zona del Kaokoland, la più isolata della Namibia, dove vivono gli Himba, un gruppo etnico di pastori nomadi di circa 12.000 persone.

Lontana da ogni interferenza occidentale, e non “globalizzata”, la popolazione  Himba  vive ancora in modo tradizionale. I villaggi, di tipico stile africano, sono costituiti da agglomerati di semplici capanne di rami e paglia di forma conica e cementate con fango e sterco. Le donne, che nutrono un particolare culto della bellezza del corpo, ricordano per lineamenti ed usanze le popolazioni nilotiche, come i Maasai in Kenya o le popolazioni della valle dell’Omo in Etiopia. Il corpo nudo è ricoperto solo da un perizoma di pelle, o da un piccolo gonnellino, e spalmato di argilla rossa impastata con grasso animale, ocra ed erbe, e ornato con semplici oggetti di ferro: osso, cuoio, e conchiglie.

Già in giro per la città ci sono tantissime donne Himba e donne Herero. Quest’ultime, quasi all’opposto delle altre, si vestono con vistosi vestiti lunghi e colorati dell’epoca vittoriana, usanza acquisita durante la colonizzazione tedesca della Namibia. Gli Himba sono un sottogruppo degli Herero, che si erano rifugiati in Angola durante la colonizzazione, non subendo i cambiamenti degli Herero.

Per la visita ai villaggi contattiamo il centro culturale all’ingresso della città (Kaoko Information Centre), dove ci viene assegnata una guida locale che ci accompagnerà alla visita di un villaggio. Prima di partire compriamo al supermercato degli alimenti da offrire al capo villaggio, soprattutto sacchi di farina, olio e burro. Poi andiamo una trentina di km a sud della città presso uno dei tanti agglomerati di capanne.

Attraverso la traduzione della nostra guida cerchiamo di capire come vivono. I lavori più pesanti vengono svolti dalle donne: mungono gli animali, si occupano dei bambini, trasportano l’acqua e costruiscono le capanne. Gli uomini accompagnano gli animali al pascolo.

Gli Himba rifiutano di curarsi con la medicina moderna, usando esclusivamente rimedi tradizionali composti da erbe e pozioni confezionate da loro. I bambini vengono circoncisi prima della pubertà. Un uomo può avere più mogli, ma non viceversa. Per lavarsi le donne fanno sudare il corpo avvicinandolo ad una fonte di calore.

Dal punto di vista religioso, anche se la Namibia è stata completamente cristianizzata , per lo più da parte di chiese luterane, in molti villaggi Himba si pratica l’animismo. È consuetudine infatti che la donna più anziana del villaggi si occupi di tenere sempre acceso il fuoco sacro al centro del villaggio, perché in esso è rappresentato lo spirito protettivo del bene.

Al ritorno cerchiamo da dormire e troviamo una buona stanza all’Aameny rest Camp, proprio in centro alla cittadina di Opuwo. È da qui che vediamo l’eclissi di Luna con Marte vicino. Ceniamo, unici turisti, nell’unico ristorante della città.


Donne Himba con il loro bambino

Le loro capanne "mobili" sono fatte con rami,fango e sterco

Alcuni bambini del villaggio

Per gli Himba sono molto importanti gli ornamenti del corpo

Si riuniscono al centro e bevono birra, alcuni si ubriacano

Viene data molta importanza ai capelli

Hanno delle vere e proprie "parrucche" molto evidenti

Il cibo cuoce su dei pentoloni al centro del villaggio

Il corpo viene coperto con un impasto di grasso, ocra ed erbe. 

Le collane sono spesso fatte di corde, ossa e conchiglie

Alle donne spetta la cura dei figli e i lavori più duri

Giovane ragazza con già due figli, già a 13 anni possono avere il primo

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 I villaggi Himba sono semplici, quasi passano inosservati

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